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C’È QUEL MOMENTO di Barbarah Guglielmana – I SENZÀLIBRI

By 17/07/2022No Comments

Lettura e editing creativo de I SENZàLIBRI
Voci : Gianluca Iacono e Stefania Rusconi

C’È QUEL MOMENTO
di Barbarah Guglielmana

C’è quel momento che il cielo danza tra un violetto e un rosa maschile
Ed è quasi piatto, senza i riccioli delle nuvole e senza le carezze del sole
Ma con il rossetto di un aereo che lo attraversa, baciandolo
Ed è in quel preciso momento, quando le piante si stagliano nere e serie su quella carta ferma
Che io, che io inizio a volare
alzandomi dalle femminili radici della terra, pesante di umidità e freddata dal sole nascosto
E ben vestita, per non prendere freddo, spicco un volo sull’orizzonte dell’uomo
Iniziando ad immergermi nelle correnti dei riposi e delle fatiche, di chi rimane in basso
E allora lì, allungo una mano, strappo la miseria, asciugo delle lacrime, tolgo dei dolori
Disegno certi sorrisi anche con pochi denti
E suggerisco parole d’amore a chi non le sa, e a chi in quel momento non le sta proprio trovando
Allontano la guerra per quelle ore e faccio solletico alla luna che toglie l’ombra alle coppie degli
innamorati che si sono nascosti al mondo
Canto una ninna nanna a tutti quei bimbi con la mamma troppo lontana e danzo con chi è da solo
Bevo mezzo bicchiere a chi tiene una bottiglia, o anche un bicchiere intero se
le bottiglie sono un po’ di più e allora dopo mi muovo un po’ storta in cielo
Ma poi faccio lo sgambetto ai ladri, e accorcio le ore a chi lavora la notte
Riposo lo studente e tolgo l’insonnia ai nonni, rilasso le rughe alle mamme e calmo i papà agitati
Ammorbidisco i muri delle miniere, faccio la strada più dritta a chi sta viaggiando
Curo le ferite di chi sta sdraiato
E con le stelle canto una serenata a quella vanitosa di Venere, che però ci piace

E saltello sull’oceano, e come mi piace saltellare sull’oceano
E poi mi fotografo insieme ai pesci e di quelle tinte e di quei colori stralunati ne omaggio la
fantasia degli stilisti della nuova generazione
Saltare mi piace, e salto da una pianta all’altra con le scimmie e faccio il verso ai leoni,
vado in groppa all’elefante ma anche alla giraffa per non farle torto
E faccio lo scivolo sulle dune del deserto, con i cammelli che si scocciano perché alzo la sabbia
E poi continuo a volare, cosa che anche adoro fuori misura e
Passo da una cartina geografica al giro del mappamondo e talvolta incontro la Befana, che ho
scoperto essere Mary Poppins, quando ha voglia del trucco e di prendere la borsa bella
Vendo per poche lire ombrelli colorati e pieni di buchi
E urlo a squarciagola note stonate che i musicisti riprovano e riprovano migliorandosi
e mi sorridono, divertiti per quelli che credono scherzi non credendomi così stonata
E ispirata provo a suonare la fisarmonica andando a est, in compagnia dei rom, loro forse liberi
E poi scendo a sud per ballarmi prima una pizzica e poi ancora più a sud per un tango
Qualche volta mi fermo sulla bocca del cratere del vulcano non troppo spento,
E mi piace urlarci dentro e sentire l’eco caldo
E in Amazzonia mi diverto ad andare in altalena fra tutte quelle tende di verdi impenetrabili
Bha! ne ho da fare, ne ho sempre da fare, non scenderei mai da quelle notti
Quando poi sta per ritornare la luce, anticipata dal velo della nebbia
Il mio angelo custode mi riaccompagna, divertito da tutto quel mio girovagare
E come una piuma mi riappoggia in terra ed io riprendo il mio posto
per spingere in alto, durante il giorno, gli animi di chi incontro …